Skittles.com : il sito… senza sito

Chi ha detto che per pubblicizzare un marchio sul web occorra necessariamente un sito?
Perchè dover creare da zero un’interfaccia di navigazione, un layout grafico e una montagna di script per gallerie di immagini, video, community, forum, newsletter.. ecc quando, in realtà, tutto questo già esiste sul web?
Skittles.com, il sito della nota marca di caramelle, ci mostra che in realtà tutto quello che occorre fare è munirsi di un tubetto di colla e attaccare tra loro i nostri profili nei vari social networks, per ottenere un perfetto sito commerciale senza, in effetti, realizzarne veramente uno. Skittles.com è un interessantissimo patchwork che unisce i profili aziendali su Facebook, Flickr, YouTube, Wikipedia e Twitter, raggruppati in un unico dominio, navigabili attraverso un semplicissimo box in sovraimpressione che costituisce l’unica vera interfaccia del sito e che permette, in un click, di spostarsi tra i vari network in un attimo.
Un’idea brillante, sebbene non unica nel suo genere, che sfrutta davvero a pieno i concetti di flessibilità e di integrazione tanto cari ai guru del web 2.0, anche se rimane un tipo di comunicazione un po’ difficile da far accettare a molte aziende, di certo più legate ad una comunicazione tradizionale.
Se vi ho incursiosito, date un’occhiata al sito Skittles.com
Fonte: Impronte digitali
Anche Facebook passa al lato oscuro?
E’ di oggi la notizia secondo la quale il super-mega-arcinoto social network Facebook, al quale è ormai iscritta buona parte dell’umanità, pare abbia intenzione di appropriarsi dei dati dei suoi utenti, al fine di rivenderli a società di indagini di mercato e di webmarketing.
Insomma, per farla semplice, l’amico faccialibro potrebbe decidere di usare tutti i nostri dati allo scopo di permettere alle aziende di subissarci di pubblicità mirata, un po’ come succede nel 99% dei comuni siti internet che richiedono la registrazione. Notate poi che l’appropriazione dei dati è da considerarsi PERMANENTE, nel senso che quei dati non verranno mai cancellati, nemmeno su esplicita richiesta dell’utente.
Che dire… se la notizia fosse confermata significherebbe che anche Facebook andrà presto ad unirsi alle già molte “macchine da soldi” presenti in internet, tanto efficaci nel fare cassa quanto poco rispettose della privacy degli utenti. Delusione.
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