Microsoft e Apple, sfida di gaffes
Divertente (quanto involontaria) “sfida” a colpi di gaffes tra Microsoft e Apple, entrambe da mettere dietro la lavagna per due diverse immagini, viste rispettivamente sulla homepage del sito polacco di Microsoft e su una campagna promo per l’IPhone 3.0.
Partiamo da Microsoft, responsabile di una grossa idiozia in Photoshop, dai risvolti davvero imbarazzanti.
Questa è l’ homepage sulla sezione Business Productivity del sito Microsoft.com (in lingua inglese):
Ora diamo uno sguardo a quella che, fino a poco tempo fa, era la stessa homepage in lingua polacca:
Guardate il tizio al centro!!!
Gli hanno rimpiazzato la faccia con quella di un bianco! Peraltro un bianco in tutt’altra posa, con la luce che arriva da sinistra in una scena illuminata da destra e, cosa ancora più folle, con le mani ancora nere!!!
Perchè una scelta così assurda? Ai polacchi non piacciono le persone di colore? Bah!
Fatto sta che questo obbrobrio ora non è più presente sul sito, sostituito da un altro orrore, ma politicamente corretto.
Se Microsoft piange, Apple non ride.
E’ di qualche mese fa questo capolavoro, parte di una campagna per mostrare la diffusione dell’IPhone nel Mondo. Vediamo l’immagine com’era (a destra) e com’è ora (a sinistra):
Dove cavolo erano l’Islanda e la Groenlandia??? Svarione geografico o scelta intenzionale per aumentare la percentuale di rosso sulla mappa? Chissà, fatto sta che anche questa cavolata è stata corretta, ma solo dopo le proteste di diversi cittadini Islandesi.
Insomma, anche quando si tratta di toppare clamorosamente, pare che i due colossi dell’informatica siano alla pari!
Fonte: Engadget.com e The Inquirer.net
No commentsYouTube: rinnovamento o morte?

Nonostante sia uno dei siti più visitati del web, il caro vecchio YouTube naviga in cattive acque ormai da tempo immemore. A tre anni dall’acquisizione da parte di Google il sito continua a registrare perdite molto preoccupanti, rappresentando ormai solo un’enorme palla al piede per la società di Mountain View.
Il motivo di questa crisi di entrate è, prima di tutto, la mancanza di contenuti pubblicitari che generino guadagno, problema a cui Google ha già tentato di mettere una pezza aggiungendo spazi adv sopra alla timeline dei video e in un baio di box sulla homepage. A questo si aggiunge il nuovissimo servizio Click-to-Buy, in collaborazione con ITunes, che dovrebbe contribuire a risollevare un po’ il tragico bilancio del portale.
Se nemmeno questo dovesse funzionare si prospetterebbe solo un’alternativa alla chiusura: la trasformazione totale in un sito con contenuti a pagamento e pubblicità decisamente più invasiva, un po’ sul modello di Hulu, portale multimediale con contenuti premium, con un bilancio decisamente in attivo.
Insomma, il vecchio YouTube (e soprattutto il vecchio concetto di “broadcast yourself”) verrebbe soppresso a favore di un’ottica più commerciale, essenziale per garantire la sopravvivenza del sito.
Una simile possibilità era già stata ventilata da alcuni blogger, ma essendo la notizia datata 1 aprile nessuno ci aveva prestato troppa attenzione, ritenendola una bufala. A conti fatti, invece, pare quantomai verosimile.
C’è da chiedersi quanto sarà radicale questo cambiamento e soprattutto quanto YouTube possa prestarsi a diventare un concorrente diretto del colosso Hulu. D’altra parte si sa, la forza di YouTube è la varietà dei contenuti unita alla gratuità di utilizzo, un aspetto quest’ultimo quantomai inviso al mercato, nel quale ormai si sopravvive solo spremendo denaro da ogni singolo bit di contenuto… un’arte in cui i ragazzi di Google sono davvero maestri. Staremo a vedere.
Anche Facebook passa al lato oscuro?
E’ di oggi la notizia secondo la quale il super-mega-arcinoto social network Facebook, al quale è ormai iscritta buona parte dell’umanità, pare abbia intenzione di appropriarsi dei dati dei suoi utenti, al fine di rivenderli a società di indagini di mercato e di webmarketing.
Insomma, per farla semplice, l’amico faccialibro potrebbe decidere di usare tutti i nostri dati allo scopo di permettere alle aziende di subissarci di pubblicità mirata, un po’ come succede nel 99% dei comuni siti internet che richiedono la registrazione. Notate poi che l’appropriazione dei dati è da considerarsi PERMANENTE, nel senso che quei dati non verranno mai cancellati, nemmeno su esplicita richiesta dell’utente.
Che dire… se la notizia fosse confermata significherebbe che anche Facebook andrà presto ad unirsi alle già molte “macchine da soldi” presenti in internet, tanto efficaci nel fare cassa quanto poco rispettose della privacy degli utenti. Delusione.
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