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	<title>Marask.com - Hi-tech, grafica, design, web, videogames, cinema, musica, fumetti, digital art</title>
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		<title>Wallpaper: IWhatever</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 18:01:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marask</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div style="text-align:center; margin:0 auto;"><a href="http://marask.com/wp-content/uploads/2010/01/iwhat.jpg"><img src="http://marask.com/wp-content/uploads/2010/01/iwhat-small.jpg" alt="Isteria da Mac: ormai capita per ogni prodotto Apple. Basta!" title="Isteria da Mac: ormai capita per ogni prodotto Apple. Basta!" style="border:none;" /></a></div>
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			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align:center; margin:0 auto;"><a href="http://marask.com/wp-content/uploads/2010/01/iwhat.jpg"><img src="http://marask.com/wp-content/uploads/2010/01/iwhat-small.jpg" alt="Isteria da Mac: ormai capita per ogni prodotto Apple. Basta!" title="Isteria da Mac: ormai capita per ogni prodotto Apple. Basta!" style="border:none;" /></a></div>
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		<title>Avatar: Per fortuna c&#8217;è James Cameron!</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 22:27:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marask</dc:creator>
				<category><![CDATA[cinema]]></category>
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		<category><![CDATA[james cameron]]></category>

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		<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><img style="border:1px solid #000000;" title="La locandina di Avatar di James Cameron" src="http://marask.com/wp-content/uploads/2010/01/avatar-james-cameron.jpg" alt="La locandina di Avatar di James Cameron" /></div>
<p>Cominciavo a perdere le speranze di riuscire a vedere ancora un film che mi colpisse a tal punto da voler quasi rientrare in sala a rivederlo subito dopo i titoli di coda. Era dai tempi di &#8220;Matrix&#8221; che non uscivo dal cinema con la soddisfazione di chi sa di aver appena visto un capolavoro, uno di quei film che segnano una nuova pagina nella storia di questa affascinante forma d&#8217;arte. Negli ultimi anni mi ero quasi abituato alla sfilza di pellicole scialbe e banali che sembravano più una demo di qualche software di video editing che non veri e propri film. Cominciavo a temere che, dopo aver saccheggiato trame da libri, fumetti, addirittura giocattoli e dopo aver fatto remake di qualsiasi cosa (spesso anche di altri remake), Hollywood non avesse più storie da raccontare.</p>
<p>Poi arriva il vecchio James, che già merita gloria imperitura per aver concepito &#8220;Terminator&#8221;, tirando fuori dal cappello questo film, &#8220;Avatar&#8221;, un soffio di aria fresca in un panorama che ormai si era fatto fin troppo stantìo. Non solo: il buon Jimmy ci serve un capolavoro epico, di quei film dei quali non butti via neanche il biglietto perchè vai fiero di averlo comprato.</p>
<p>Visivamente Avatar è un&#8217;esperienza difficile da eguagliare senza essere sotto l&#8217;effetto di stupefacenti: un turbinio di colori, forme ed ambienti che si amalgamano, si mescolano tra loro in un&#8217;armonia perfetta, senza risultare mai artificiosi, eccessivi o fastidiosamente CGI. <strong>Pandora</strong> è un mondo onirico ma verosimile, in bilico tra <strong>Tolkien</strong>, <strong>Herbert</strong>, <strong>Carroll</strong> e <strong>Dahl</strong>. Un pianeta (un satellite per la verità) giovane e selvaggio, popolato da creature gigantesche, variopinte e terribili, aliene e familiari allo stesso tempo. La razza senziente di Pandora, i <strong>Na&#8217;Vi</strong>, sono una sorta di sorprendenti Indios alti tre metri e mezzo, equipiaggiati con una presa USB biologica che permette loro di connettere la propria mente agli animali e alle piante del loro mondo natale. L&#8217;idea è geniale, un mondo fatto di specie interconnesse, una sorta di mega-network biologico senziente, una &#8220;Madre Natura 2.o&#8221; che mi ha lasciato piacevolmente basito.</p>
<p>La trama principale, ad onor del vero, non è incredibilmente originale. Diciamo che se avete visto &#8220;Balla coi lupi&#8221; avete, per molti versi, visto anche Avatar. Dopotutto però si tratta di un film, non di un romanzo, per cui non si può giudicare la trama fine a se stessa, bensì all&#8217;interno dell&#8217;insieme dell&#8217;opera. Le <strong>tematiche ecologiste</strong> e <strong>sociali</strong>, molto presenti nei film degli ultimi anni, si mischiano con elementi di fantascienza classica e di carattere più post-moderno, come il <strong>trasferimento della coscienza</strong> ad un altro corpo tramite connessione neurale, risultando in un piacevole mix mai forzato. C&#8217;è spazio anche per qualche allegoria più marcata con il mondo reale (la frase &#8220;<em>Funziona sempre così: se qualcuno è seduto sopra a qualcosa che vuoi tu, lo fai diventare tuo nemico. In questo modo hai un pretesto per portargliela via</em>&#8221; mi ha ricordato da vicino alcune campagne militari degli ultimi anni).</p>
<p>Insomma, un film che non può non essere visto e che non può non colpire lo spettatore, anche se magari non tutti condivideranno il mio entusiasmo. Senz&#8217;altro, però, va reso onore al merito a James Cameron per aver finalmente ricordato a tutti che si può ancora fare del buon cinema partendo da idee originali, senza per forza aggrapparsi a storie già raccontate.</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align:center"><img style="border:1px solid #000000;" title="La locandina di Avatar di James Cameron" src="http://marask.com/wp-content/uploads/2010/01/avatar-james-cameron.jpg" alt="La locandina di Avatar di James Cameron" /></div>
<p>Cominciavo a perdere le speranze di riuscire a vedere ancora un film che mi colpisse a tal punto da voler quasi rientrare in sala a rivederlo subito dopo i titoli di coda. Era dai tempi di &#8220;Matrix&#8221; che non uscivo dal cinema con la soddisfazione di chi sa di aver appena visto un capolavoro, uno di quei film che segnano una nuova pagina nella storia di questa affascinante forma d&#8217;arte. Negli ultimi anni mi ero quasi abituato alla sfilza di pellicole scialbe e banali che sembravano più una demo di qualche software di video editing che non veri e propri film. Cominciavo a temere che, dopo aver saccheggiato trame da libri, fumetti, addirittura giocattoli e dopo aver fatto remake di qualsiasi cosa (spesso anche di altri remake), Hollywood non avesse più storie da raccontare.</p>
<p>Poi arriva il vecchio James, che già merita gloria imperitura per aver concepito &#8220;Terminator&#8221;, tirando fuori dal cappello questo film, &#8220;Avatar&#8221;, un soffio di aria fresca in un panorama che ormai si era fatto fin troppo stantìo. Non solo: il buon Jimmy ci serve un capolavoro epico, di quei film dei quali non butti via neanche il biglietto perchè vai fiero di averlo comprato.</p>
<p>Visivamente Avatar è un&#8217;esperienza difficile da eguagliare senza essere sotto l&#8217;effetto di stupefacenti: un turbinio di colori, forme ed ambienti che si amalgamano, si mescolano tra loro in un&#8217;armonia perfetta, senza risultare mai artificiosi, eccessivi o fastidiosamente CGI. <strong>Pandora</strong> è un mondo onirico ma verosimile, in bilico tra <strong>Tolkien</strong>, <strong>Herbert</strong>, <strong>Carroll</strong> e <strong>Dahl</strong>. Un pianeta (un satellite per la verità) giovane e selvaggio, popolato da creature gigantesche, variopinte e terribili, aliene e familiari allo stesso tempo. La razza senziente di Pandora, i <strong>Na&#8217;Vi</strong>, sono una sorta di sorprendenti Indios alti tre metri e mezzo, equipiaggiati con una presa USB biologica che permette loro di connettere la propria mente agli animali e alle piante del loro mondo natale. L&#8217;idea è geniale, un mondo fatto di specie interconnesse, una sorta di mega-network biologico senziente, una &#8220;Madre Natura 2.o&#8221; che mi ha lasciato piacevolmente basito.</p>
<p>La trama principale, ad onor del vero, non è incredibilmente originale. Diciamo che se avete visto &#8220;Balla coi lupi&#8221; avete, per molti versi, visto anche Avatar. Dopotutto però si tratta di un film, non di un romanzo, per cui non si può giudicare la trama fine a se stessa, bensì all&#8217;interno dell&#8217;insieme dell&#8217;opera. Le <strong>tematiche ecologiste</strong> e <strong>sociali</strong>, molto presenti nei film degli ultimi anni, si mischiano con elementi di fantascienza classica e di carattere più post-moderno, come il <strong>trasferimento della coscienza</strong> ad un altro corpo tramite connessione neurale, risultando in un piacevole mix mai forzato. C&#8217;è spazio anche per qualche allegoria più marcata con il mondo reale (la frase &#8220;<em>Funziona sempre così: se qualcuno è seduto sopra a qualcosa che vuoi tu, lo fai diventare tuo nemico. In questo modo hai un pretesto per portargliela via</em>&#8221; mi ha ricordato da vicino alcune campagne militari degli ultimi anni).</p>
<p>Insomma, un film che non può non essere visto e che non può non colpire lo spettatore, anche se magari non tutti condivideranno il mio entusiasmo. Senz&#8217;altro, però, va reso onore al merito a James Cameron per aver finalmente ricordato a tutti che si può ancora fare del buon cinema partendo da idee originali, senza per forza aggrapparsi a storie già raccontate.</p>
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		<title>Asus Waveface: meraviglie flessibili</title>
		<link>http://marask.com/asus-waveface-computer-smartphone-flessibile/</link>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 19:21:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marask</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Asus ha recentemente presentato il progetto <strong>Waveface</strong>, una gamma di dispositivi hi-tech che include notebook, smartphone e home media center. Il design è estremamente innovativo e le features sembrano davvero sorprendenti, almeno a giudicare dal video di presentazione e dai prototipi esposti al CES 2010.</p>
<p>Un&#8217;unica perplessità: ma saranno davvero rosa ???</p>
<div style="text-align:center; margin:10px auto;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="500" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/wAhy-QlFAUw&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="315" src="http://www.youtube.com/v/wAhy-QlFAUw&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999&amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></div>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Asus ha recentemente presentato il progetto <strong>Waveface</strong>, una gamma di dispositivi hi-tech che include notebook, smartphone e home media center. Il design è estremamente innovativo e le features sembrano davvero sorprendenti, almeno a giudicare dal video di presentazione e dai prototipi esposti al CES 2010.</p>
<p>Un&#8217;unica perplessità: ma saranno davvero rosa ???</p>
<div style="text-align:center; margin:10px auto;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="500" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/wAhy-QlFAUw&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="315" src="http://www.youtube.com/v/wAhy-QlFAUw&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999&amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></div>
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		<title>Misa Digital Guitar, la chitarra digitale</title>
		<link>http://marask.com/misa-digital-guitar-chitarra-digitale/</link>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 19:40:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marask</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div style="text-align:center; margin:10px auto;"><object width="500" height="315"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/M2eiP12hQQY&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;rel=0&#038;color1=0x3a3a3a&#038;color2=0x999999&#038;border=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/M2eiP12hQQY&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;rel=0&#038;color1=0x3a3a3a&#038;color2=0x999999&#038;border=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="500" height="315"></embed></object></div>
<p>Non si tratta del controller di Guitar Hero, ma di un vero e proprio strumento musicale, una novità che non mira a sostituire la &#8220;vecchia&#8221; chitarra elettrica, quanto ad affiancarla. Si tratta della MISA Digital Guitar, strumento concepito e realizzato da un ingegnere australiano, costituito essenzialmente da un controller MIDI equipaggiato con diversi dispositivi touch per simulare le corde.</p>
<p>Quanto al software, la digital guitar sarà completamente customizzabile, essendo basata su piattaforma Linux e quindi completamente open source, con ampio spazio per i programmatori di creare nuovi effetti, plugin e interfacce.</p>
<p>La Digital Guitar non sembra ancora in vendita, almeno a giudicare da quanto riportato sul <a href="http://www.misadigital.com/index.html" target="_blank" rel="nofollow">sito di MISA Digital</a>. Come sempre, aspettiamo di vedere il prezzo prima di farci prendere dall&#8217;entusiasmo.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align:center; margin:10px auto;"><object width="500" height="315"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/M2eiP12hQQY&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;rel=0&#038;color1=0x3a3a3a&#038;color2=0x999999&#038;border=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/M2eiP12hQQY&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;rel=0&#038;color1=0x3a3a3a&#038;color2=0x999999&#038;border=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="500" height="315"></embed></object></div>
<p>Non si tratta del controller di Guitar Hero, ma di un vero e proprio strumento musicale, una novità che non mira a sostituire la &#8220;vecchia&#8221; chitarra elettrica, quanto ad affiancarla. Si tratta della MISA Digital Guitar, strumento concepito e realizzato da un ingegnere australiano, costituito essenzialmente da un controller MIDI equipaggiato con diversi dispositivi touch per simulare le corde.</p>
<p>Quanto al software, la digital guitar sarà completamente customizzabile, essendo basata su piattaforma Linux e quindi completamente open source, con ampio spazio per i programmatori di creare nuovi effetti, plugin e interfacce.</p>
<p>La Digital Guitar non sembra ancora in vendita, almeno a giudicare da quanto riportato sul <a href="http://www.misadigital.com/index.html" target="_blank" rel="nofollow">sito di MISA Digital</a>. Come sempre, aspettiamo di vedere il prezzo prima di farci prendere dall&#8217;entusiasmo.</p>
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		<title>Un chip nel cervello per controllare gli apparecchi elettronici</title>
		<link>http://marask.com/chip-nel-cervello-per-controllare-gli-apparecchi-elettronici/</link>
		<comments>http://marask.com/chip-nel-cervello-per-controllare-gli-apparecchi-elettronici/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 09:31:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marask</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><img style="border:1px solid #000000;" title="Intel studia il chip per collegare uomo e macchina" src="http://marask.com/wp-content/uploads/2009/12/brain-chip.jpg" alt="Intel studia il chip per collegare uomo e macchina" /></div>
<p>A quanto pare la scienza si sta avvicinando sempre di più alla fantascienza, perlomeno a quella più classica. E&#8217; di oggi la notizia secondo cui il colosso Intel starebbe conducendo ricerche per creare il primo microchip endocranico per il controllo degli apparecchi elettronici.</p>
<p>Il chip, più piccolo di una moneta da un centesimo di Euro, verrebbe inserito chirurgicamente nella testa e permetterebbe di trasformare le onde cerebrali in segnali elettrici trasmissibili anche al di fuori del corpo. In questo modo sarebbe possibile interagire con apparecchi come TV, computer, automobili e cellulari direttamente col pensiero, senza bisogno di muovere un dito, un po&#8217; come i <a href="http://wiki.dumpshock.com/index.php/Technomancer" target="_blank" rel="nofollow">tecnomanti</a> di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Shadowrun" target="_blank" rel="nofollow">Shadowrun</a>.</p>
<p>Un&#8217;innovazione sorprendente, che non manca però di inquietare un po&#8217;, soprattutto chi già non ama particolarmente l&#8217;idea di essere circondato da tutta questa tecnologia e non ha molta voglia di diventare un cyborg.</p>
<p>Personalmente, una cosa così io me la regalerei anche per questo Natale se già fosse possibile. Le potenziali applicazioni sono realmente illimitate e vanno da cose &#8220;semplici&#8221; come guidare l&#8217;auto senza mani e piedi, a cose più audaci come un network composto da esseri umani, una specie di telepatia di gruppo o di &#8220;unica mente&#8221;. Ma qui siamo tornati nella fantascienza, credo&#8230;</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align:center"><img style="border:1px solid #000000;" title="Intel studia il chip per collegare uomo e macchina" src="http://marask.com/wp-content/uploads/2009/12/brain-chip.jpg" alt="Intel studia il chip per collegare uomo e macchina" /></div>
<p>A quanto pare la scienza si sta avvicinando sempre di più alla fantascienza, perlomeno a quella più classica. E&#8217; di oggi la notizia secondo cui il colosso Intel starebbe conducendo ricerche per creare il primo microchip endocranico per il controllo degli apparecchi elettronici.</p>
<p>Il chip, più piccolo di una moneta da un centesimo di Euro, verrebbe inserito chirurgicamente nella testa e permetterebbe di trasformare le onde cerebrali in segnali elettrici trasmissibili anche al di fuori del corpo. In questo modo sarebbe possibile interagire con apparecchi come TV, computer, automobili e cellulari direttamente col pensiero, senza bisogno di muovere un dito, un po&#8217; come i <a href="http://wiki.dumpshock.com/index.php/Technomancer" target="_blank" rel="nofollow">tecnomanti</a> di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Shadowrun" target="_blank" rel="nofollow">Shadowrun</a>.</p>
<p>Un&#8217;innovazione sorprendente, che non manca però di inquietare un po&#8217;, soprattutto chi già non ama particolarmente l&#8217;idea di essere circondato da tutta questa tecnologia e non ha molta voglia di diventare un cyborg.</p>
<p>Personalmente, una cosa così io me la regalerei anche per questo Natale se già fosse possibile. Le potenziali applicazioni sono realmente illimitate e vanno da cose &#8220;semplici&#8221; come guidare l&#8217;auto senza mani e piedi, a cose più audaci come un network composto da esseri umani, una specie di telepatia di gruppo o di &#8220;unica mente&#8221;. Ma qui siamo tornati nella fantascienza, credo&#8230;</p>
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		<title>L&#8217;aviazione americana costruisce un supercomputer usando 2.200 PS3</title>
		<link>http://marask.com/laviazione-americana-costruisce-un-supercomputer-usando-2-200-ps3/</link>
		<comments>http://marask.com/laviazione-americana-costruisce-un-supercomputer-usando-2-200-ps3/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 16:23:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marask</dc:creator>
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		<category><![CDATA[hi-tech]]></category>
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		<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><img style="border:1px solid #000000;" title="La US Air Force costruisce un supercomputer usando 2.200 PS3" src="http://marask.com/wp-content/uploads/2009/11/us-airforce1.jpg" alt="La US Air Force costruisce un supercomputer usando 2.200 PS3" /></div>
<p>L&#8217;aviazione militare statunitense avrebbe appena inviato un ordine di circa 2.200 console PS3, non per organizzare dei super-tornei di Call of Duty ma per assemblare un supercomputer che avrà nelle oltre 2.000 console il suo cervellone. Questa sorta di Skynet servirà per degli studi sulle architetture hardware e software dei network militari.</p>
<p>Viene da chiedersi cosa se ne faranno ora di 2.200 Joypad!</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align:center"><img style="border:1px solid #000000;" title="La US Air Force costruisce un supercomputer usando 2.200 PS3" src="http://marask.com/wp-content/uploads/2009/11/us-airforce1.jpg" alt="La US Air Force costruisce un supercomputer usando 2.200 PS3" /></div>
<p>L&#8217;aviazione militare statunitense avrebbe appena inviato un ordine di circa 2.200 console PS3, non per organizzare dei super-tornei di Call of Duty ma per assemblare un supercomputer che avrà nelle oltre 2.000 console il suo cervellone. Questa sorta di Skynet servirà per degli studi sulle architetture hardware e software dei network militari.</p>
<p>Viene da chiedersi cosa se ne faranno ora di 2.200 Joypad!</p>
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		<title>Microsoft condannata per mancato rimborso di licenza</title>
		<link>http://marask.com/microsoft-condannata-per-mancato-rimborso-di-licenza/</link>
		<comments>http://marask.com/microsoft-condannata-per-mancato-rimborso-di-licenza/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 08:50:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marask</dc:creator>
				<category><![CDATA[hi-tech]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[apple]]></category>
		<category><![CDATA[licenza]]></category>
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		<category><![CDATA[rimborso]]></category>
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		<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><img style="border:1px solid #000000;" title="Microsoft condannata perchè rifiuta di rimborsare i software preinstallati" src="http://marask.com/wp-content/uploads/2009/11/judge_hammer.gif" alt="Microsoft condannata perchè rifiuta di rimborsare i software preinstallati" /></div>
<p>E&#8217; successo in Francia, dove un utente si è visto rifiutare la richiesta di rimborso per il mancato utilizzo dei software Microsoft pre-installati sul suo PC (nel dettaglio Vista e Cyberlink DVD). A seguito del rifiuto di Microsoft, che ha liquidato la richiesta invitando il tizio a fare più attenzione a quello che acquista, l&#8217;utente si è rivolto dapprima ad associazioni per la tutela dei consumatori e poi direttamente alla magistratura. Il giudice, esaminato il caso, ha deciso non solo di dar ragione all&#8217;utenze, ma anche di multare Microsoft per non aver rispettato uno dei punti dell&#8217;accordo di licenza, quello appunto relativo al rimborso.</p>
<p>Così, da un&#8217;iniziale richiesta di 180 Euro (il mero valore dei software) Microsoft ha dovuto infine sborsare 500 Euro (rimborso con interessi e sanzione). Certo, queste cifre non faranno molto scalpore, ma il precedente ormai c&#8217;è (perlomeno in Francia) per cui si presume che presto altri utenti seguiranno lo stesso iter.</p>
<p>Tutt&#8217;altro trattamento invece viene riservato ad Apple, che recentemente ha comunicato che non effettuerà riparazioni su Mac e MacBook che sono stati esposti al fumo di sigaretta, per non mettere a rischio la salute dei propri tecnici. Pare infatti che Apple consideri il tabacco un materiale così pericoloso da contaminare permanentemente tutto ciò con cui viene in contatto, manco fosse Plutonio. In questo caso comunque pare vada tutto bene, nessuno sembra abbia intentato causa nonostante alcuni si siano ritrovati con i loro costosissimi Mac rotti e senza alcun tipo di supporto dalla casa madre.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align:center"><img style="border:1px solid #000000;" title="Microsoft condannata perchè rifiuta di rimborsare i software preinstallati" src="http://marask.com/wp-content/uploads/2009/11/judge_hammer.gif" alt="Microsoft condannata perchè rifiuta di rimborsare i software preinstallati" /></div>
<p>E&#8217; successo in Francia, dove un utente si è visto rifiutare la richiesta di rimborso per il mancato utilizzo dei software Microsoft pre-installati sul suo PC (nel dettaglio Vista e Cyberlink DVD). A seguito del rifiuto di Microsoft, che ha liquidato la richiesta invitando il tizio a fare più attenzione a quello che acquista, l&#8217;utente si è rivolto dapprima ad associazioni per la tutela dei consumatori e poi direttamente alla magistratura. Il giudice, esaminato il caso, ha deciso non solo di dar ragione all&#8217;utenze, ma anche di multare Microsoft per non aver rispettato uno dei punti dell&#8217;accordo di licenza, quello appunto relativo al rimborso.</p>
<p>Così, da un&#8217;iniziale richiesta di 180 Euro (il mero valore dei software) Microsoft ha dovuto infine sborsare 500 Euro (rimborso con interessi e sanzione). Certo, queste cifre non faranno molto scalpore, ma il precedente ormai c&#8217;è (perlomeno in Francia) per cui si presume che presto altri utenti seguiranno lo stesso iter.</p>
<p>Tutt&#8217;altro trattamento invece viene riservato ad Apple, che recentemente ha comunicato che non effettuerà riparazioni su Mac e MacBook che sono stati esposti al fumo di sigaretta, per non mettere a rischio la salute dei propri tecnici. Pare infatti che Apple consideri il tabacco un materiale così pericoloso da contaminare permanentemente tutto ciò con cui viene in contatto, manco fosse Plutonio. In questo caso comunque pare vada tutto bene, nessuno sembra abbia intentato causa nonostante alcuni si siano ritrovati con i loro costosissimi Mac rotti e senza alcun tipo di supporto dalla casa madre.</p>
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		<title>Microsoft banna 600 mila Xbox modificate</title>
		<link>http://marask.com/microsoft-banna-600-mila-xbox-modificate/</link>
		<comments>http://marask.com/microsoft-banna-600-mila-xbox-modificate/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 09:55:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marask</dc:creator>
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		<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[giochi pirata]]></category>
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		<category><![CDATA[xbox]]></category>
		<category><![CDATA[xbox live]]></category>

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		<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><img style="border:1px solid #000000;" title="Modificare la propria Xbox potrebbe comportare il ban dai servizi Live" src="http://marask.com/wp-content/uploads/2009/11/xbox-piratate1.png" alt="Modificare la propria Xbox potrebbe comportare il ban dai servizi Live" /></div>
<p>Lo scorso 13 novembre Microsoft ha annunciato che procederà al ban di oltre 600 mila accounts Xbox Live, per violazione del contratto di licenza. Gli account sono di proprietà di utenti che hanno modificato la console per far girare DVD non originali, prassi che era praticamente lo standard su Playstation 1 e 2 e che, seppure in misura minore, sta prendendo piede anche su Xbox.</p>
<p>La casa di Redmond si era inizialmente mostrata irremovibile: modificare la console non solo ne annulla la garanzia ma viola anche le norme contrattuali legate all&#8217;utilizzo dei servizi Live, quindi era ricorsa al ban, senza &#8220;se&#8221; e senza &#8220;ma&#8221;.<br />
In seguito, soprattutto temendo una class action degli utenti bannati (i cui dati sarebbero, tra l&#8217;altro, stati raccolti senza previo consenso) Microsoft pare abbia fatto qualche passo indietro, diminuendo il numero di utenti punibili e soprattutto ripristinando gli account legittimi (parecchi per la verità) bannati per errore.</p>
<p>Un bluff? Non proprio: i provvedimenti arriveranno comunque, ma perlomeno chi si vedrà bannato non potrà dire di non essere stato avvertito.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align:center"><img style="border:1px solid #000000;" title="Modificare la propria Xbox potrebbe comportare il ban dai servizi Live" src="http://marask.com/wp-content/uploads/2009/11/xbox-piratate1.png" alt="Modificare la propria Xbox potrebbe comportare il ban dai servizi Live" /></div>
<p>Lo scorso 13 novembre Microsoft ha annunciato che procederà al ban di oltre 600 mila accounts Xbox Live, per violazione del contratto di licenza. Gli account sono di proprietà di utenti che hanno modificato la console per far girare DVD non originali, prassi che era praticamente lo standard su Playstation 1 e 2 e che, seppure in misura minore, sta prendendo piede anche su Xbox.</p>
<p>La casa di Redmond si era inizialmente mostrata irremovibile: modificare la console non solo ne annulla la garanzia ma viola anche le norme contrattuali legate all&#8217;utilizzo dei servizi Live, quindi era ricorsa al ban, senza &#8220;se&#8221; e senza &#8220;ma&#8221;.<br />
In seguito, soprattutto temendo una class action degli utenti bannati (i cui dati sarebbero, tra l&#8217;altro, stati raccolti senza previo consenso) Microsoft pare abbia fatto qualche passo indietro, diminuendo il numero di utenti punibili e soprattutto ripristinando gli account legittimi (parecchi per la verità) bannati per errore.</p>
<p>Un bluff? Non proprio: i provvedimenti arriveranno comunque, ma perlomeno chi si vedrà bannato non potrà dire di non essere stato avvertito.</p>
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		<title>Tom Clancy&#8217;s Endwar: strategia a comando vocale</title>
		<link>http://marask.com/tom-clancys-endwar-strategia-a-comando-vocale/</link>
		<comments>http://marask.com/tom-clancys-endwar-strategia-a-comando-vocale/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 15:54:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marask</dc:creator>
				<category><![CDATA[Videogiochi]]></category>
		<category><![CDATA[controllo vocale]]></category>
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		<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><img style="border:1px solid #000000;" title="Con Tom Clancy's Endwar inizia l'era del comando vocale" src="http://marask.com/wp-content/uploads/2009/11/endwar-ss.jpg" alt="Con Tom Clancy's Endwar inizia l'era del comando vocale" /></div>
<p>Tutti gli amanti dei cosiddetti RTS (strategici in tempo reale) hanno sempre rimpianto il fatto che questo tipo di titoli è praticamente impossibile da giocare su console, a causa della totale dipendenza da un&#8217;interfaccia punta e clicca.<br />
Ebbene, da oggi pare non sia più così, grazie ad una semplice quanto geniale intuizione che vede in questo Endwar uno dei pionieri del genere: l&#8217;interfaccia a comando vocale.</p>
<p>Non so come funzioni per la PS3, ma dal lato Xbox tutti siamo equipaggiati di cuffie e microfono (presenti nella confezione standard) e quindi non occorre nemmeno spendere soldi per provare questa novità. Basta inserire il DVD, configurare il microfono in base alla nostra impronta vocale (processo che richiede meno di un minuto) e siamo pronti ad urlare ordini a destra e a sinistra, proprio come se parlassimo via radio con le nostre unità!</p>
<p>L&#8217;interfaccia è davvero semplice e ci si familiarizza in un attimo. Di fatto, dopo la prima missione di tutorial saremo già pronti a scendere in campo senza difficoltà. Gli ordini funzionano in modo molto schematico, e ci aiuta il fatto che ogni obiettivo sensibile sulla mappa è contrassegnato da una lettera (Alfa, Bravo, Charlie e così via), per cui non dovremo far altro che pronunciare una frase tipo &#8220;Unità 3, raggiungere Alfa&#8221; per ricevere subito risposta dai nostri uomini, che si accingeranno ad eseguire. Il risultato è davvero divertente, perlomeno dopo aver superato la fase iniziale in cui ci si sente stupidi perchè si parla col televisore.</p>
<p>Interfaccia a parte, il gioco è molto lineare e, va detto, tende a diventare un po&#8217; ripetitivo alla lunga, data la non incredibile varietà di missioni (di solito consistono nel conquistare o difendere delle stazioni radio), ma ciononostante la trama non è male, essendo arricchita da intermezzi in stile TG che ci raccontano l&#8217;evolversi della Terza Guerra Mondiale.</p>
<p>Riguardo alle fazioni, ce ne sono 3, del tutto equivalenti come forza: USA, Unione Europea e Russia. A seconda della fazione scelta avremo leggere differenze di armamenti, ma niente di eclatante. Le unità in sè, invece, si dividono in fanteria, trasporti, carri, elicotteri e artiglieria, ciascuno con i suoi punti di forza ed i suoi difetti. Imparare a bilanciare bene le forze farà la differenza in ogni scontro.</p>
<p>Insomma, un interessantissimo esperimento sull&#8217;uso intelligente della voce in un gioco per console, un ambiente in cui di solito si usa il microfono solo per urlare &#8220;nooooob&#8221; ai giocatori che fragghiamo. Da provare!</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align:center"><img style="border:1px solid #000000;" title="Con Tom Clancy's Endwar inizia l'era del comando vocale" src="http://marask.com/wp-content/uploads/2009/11/endwar-ss.jpg" alt="Con Tom Clancy's Endwar inizia l'era del comando vocale" /></div>
<p>Tutti gli amanti dei cosiddetti RTS (strategici in tempo reale) hanno sempre rimpianto il fatto che questo tipo di titoli è praticamente impossibile da giocare su console, a causa della totale dipendenza da un&#8217;interfaccia punta e clicca.<br />
Ebbene, da oggi pare non sia più così, grazie ad una semplice quanto geniale intuizione che vede in questo Endwar uno dei pionieri del genere: l&#8217;interfaccia a comando vocale.</p>
<p>Non so come funzioni per la PS3, ma dal lato Xbox tutti siamo equipaggiati di cuffie e microfono (presenti nella confezione standard) e quindi non occorre nemmeno spendere soldi per provare questa novità. Basta inserire il DVD, configurare il microfono in base alla nostra impronta vocale (processo che richiede meno di un minuto) e siamo pronti ad urlare ordini a destra e a sinistra, proprio come se parlassimo via radio con le nostre unità!</p>
<p>L&#8217;interfaccia è davvero semplice e ci si familiarizza in un attimo. Di fatto, dopo la prima missione di tutorial saremo già pronti a scendere in campo senza difficoltà. Gli ordini funzionano in modo molto schematico, e ci aiuta il fatto che ogni obiettivo sensibile sulla mappa è contrassegnato da una lettera (Alfa, Bravo, Charlie e così via), per cui non dovremo far altro che pronunciare una frase tipo &#8220;Unità 3, raggiungere Alfa&#8221; per ricevere subito risposta dai nostri uomini, che si accingeranno ad eseguire. Il risultato è davvero divertente, perlomeno dopo aver superato la fase iniziale in cui ci si sente stupidi perchè si parla col televisore.</p>
<p>Interfaccia a parte, il gioco è molto lineare e, va detto, tende a diventare un po&#8217; ripetitivo alla lunga, data la non incredibile varietà di missioni (di solito consistono nel conquistare o difendere delle stazioni radio), ma ciononostante la trama non è male, essendo arricchita da intermezzi in stile TG che ci raccontano l&#8217;evolversi della Terza Guerra Mondiale.</p>
<p>Riguardo alle fazioni, ce ne sono 3, del tutto equivalenti come forza: USA, Unione Europea e Russia. A seconda della fazione scelta avremo leggere differenze di armamenti, ma niente di eclatante. Le unità in sè, invece, si dividono in fanteria, trasporti, carri, elicotteri e artiglieria, ciascuno con i suoi punti di forza ed i suoi difetti. Imparare a bilanciare bene le forze farà la differenza in ogni scontro.</p>
<p>Insomma, un interessantissimo esperimento sull&#8217;uso intelligente della voce in un gioco per console, un ambiente in cui di solito si usa il microfono solo per urlare &#8220;nooooob&#8221; ai giocatori che fragghiamo. Da provare!</p>
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		<title>Brutal legend: folle avventura heavy metal con Jack Black</title>
		<link>http://marask.com/brutal-legend-jack-black-heavy-metal/</link>
		<comments>http://marask.com/brutal-legend-jack-black-heavy-metal/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 14:05:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marask</dc:creator>
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		<category><![CDATA[musica]]></category>
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		<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><img style="border:1px solid #000000;" title="Brutal Legend: folle avventura heavy metal con Jack Black" src="http://marask.com/wp-content/uploads/2009/10/brutal-legend-jack-black.jpg" alt="Brutal Legend: folle avventura heavy metal con Jack Black" /></div>
<p>In questi giorni di arresti domiciliari causa influenza sono ricorso alla mia fida Xbox360 per alleviare un po&#8217; il peso della noia. Mi sono fatto spedire a casa il nuovissimo (e attesissimo) Brutal Legend e mi sono sdivanato, senza limiti di tempo, per godermi quella che veniva presentata come &#8220;la più grande avventura heavy metal mai vista&#8221;.</p>
<p>Dopo un&#8217;intro con Jack Black in carne ed ossa che ci accompagna in un negozio di dischi (tipo quello di &#8220;Alta Fedeltà&#8221;) per mostrarci, appunto, l&#8217;album vinile di Brutal Legend, vengo subito catapultato nel gioco. Un&#8217;altra intro mi introduce al personaggio di Eddie Riggs, un nostalgico del true metal (come me), costretto a far da roadie ad un gruppo di ragazzetti tamarri nu-metal. Pochi secondi e tutto cambia, mi ritrovo in un mondo assurdo che sembra disegnato da Alice Cooper, con demoni dalle fattezze grottesche ed assurde che opprimono l&#8217;umanità, privandola della libertà e, ancor più grave, del metal!</p>
<p>Wow, penso, che figata!</p>
<p>Mi butto a capofitto nel gioco, scoprendo una chicca dopo l&#8217;altra, tra cui la miriade di big della scena hard-rock e heavy metal che hanno prestato la propria faccia e/o voce ai personaggi del gioco (Lemmy, Ozzy Osbourne, Rob Halford e, ovviamente, lo stesso Jack Black). La trama, assurda ma godibilissima, scorre bene e si apprezza ogni singolo minuto di gioco. Eddie si fa strada tra colpi d&#8217;ascia e assoli di chitarra (in questo mondo ogni assolo crea un effetto magico diverso), forma il suo esercito di metallozzi e sfida il male.</p>
<p>Il problema di questo gioco? E&#8217; scandalosamente breve! Io l&#8217;ho finito in 7 ore circa, completando la trama principale e restando poi con svariate missioni secondarie assolutamente inutili e ripetitive. Ci sono rimasto davvero male!  L&#8217;azione è frenetica, le missioni sono carine e la trama si evolve abbastanza bene, ma all&#8217;improvviso, quando pensi di essere si e no a metà del gioco, ecco che tutto finisce. Insomma, 50 Euro per 7 ore di gioco non è che sia proprio il massimo, no?</p>
<p>A parte questo Brutal Legend è carino, sebbene non diventerà certo una pietra miliare della storia dei videogames, ed è godibile soprattutto per i metallari veri, quelli che hanno iniziato a storcere il naso su &#8220;Load&#8221; dei Metallica e adesso si sentono come alieni finiti in un mondo di musica di m&#8230;.!</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align:center"><img style="border:1px solid #000000;" title="Brutal Legend: folle avventura heavy metal con Jack Black" src="http://marask.com/wp-content/uploads/2009/10/brutal-legend-jack-black.jpg" alt="Brutal Legend: folle avventura heavy metal con Jack Black" /></div>
<p>In questi giorni di arresti domiciliari causa influenza sono ricorso alla mia fida Xbox360 per alleviare un po&#8217; il peso della noia. Mi sono fatto spedire a casa il nuovissimo (e attesissimo) Brutal Legend e mi sono sdivanato, senza limiti di tempo, per godermi quella che veniva presentata come &#8220;la più grande avventura heavy metal mai vista&#8221;.</p>
<p>Dopo un&#8217;intro con Jack Black in carne ed ossa che ci accompagna in un negozio di dischi (tipo quello di &#8220;Alta Fedeltà&#8221;) per mostrarci, appunto, l&#8217;album vinile di Brutal Legend, vengo subito catapultato nel gioco. Un&#8217;altra intro mi introduce al personaggio di Eddie Riggs, un nostalgico del true metal (come me), costretto a far da roadie ad un gruppo di ragazzetti tamarri nu-metal. Pochi secondi e tutto cambia, mi ritrovo in un mondo assurdo che sembra disegnato da Alice Cooper, con demoni dalle fattezze grottesche ed assurde che opprimono l&#8217;umanità, privandola della libertà e, ancor più grave, del metal!</p>
<p>Wow, penso, che figata!</p>
<p>Mi butto a capofitto nel gioco, scoprendo una chicca dopo l&#8217;altra, tra cui la miriade di big della scena hard-rock e heavy metal che hanno prestato la propria faccia e/o voce ai personaggi del gioco (Lemmy, Ozzy Osbourne, Rob Halford e, ovviamente, lo stesso Jack Black). La trama, assurda ma godibilissima, scorre bene e si apprezza ogni singolo minuto di gioco. Eddie si fa strada tra colpi d&#8217;ascia e assoli di chitarra (in questo mondo ogni assolo crea un effetto magico diverso), forma il suo esercito di metallozzi e sfida il male.</p>
<p>Il problema di questo gioco? E&#8217; scandalosamente breve! Io l&#8217;ho finito in 7 ore circa, completando la trama principale e restando poi con svariate missioni secondarie assolutamente inutili e ripetitive. Ci sono rimasto davvero male!  L&#8217;azione è frenetica, le missioni sono carine e la trama si evolve abbastanza bene, ma all&#8217;improvviso, quando pensi di essere si e no a metà del gioco, ecco che tutto finisce. Insomma, 50 Euro per 7 ore di gioco non è che sia proprio il massimo, no?</p>
<p>A parte questo Brutal Legend è carino, sebbene non diventerà certo una pietra miliare della storia dei videogames, ed è godibile soprattutto per i metallari veri, quelli che hanno iniziato a storcere il naso su &#8220;Load&#8221; dei Metallica e adesso si sentono come alieni finiti in un mondo di musica di m&#8230;.!</p>
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