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Asus Waveface: meraviglie flessibili
Asus ha recentemente presentato il progetto Waveface, una gamma di dispositivi hi-tech che include notebook, smartphone e home media center. Il design è estremamente innovativo e le features sembrano davvero sorprendenti, almeno a giudicare dal video di presentazione e dai prototipi esposti al CES 2010.
Un’unica perplessità: ma saranno davvero rosa ???
No commentsUn chip nel cervello per controllare gli apparecchi elettronici

A quanto pare la scienza si sta avvicinando sempre di più alla fantascienza, perlomeno a quella più classica. E’ di oggi la notizia secondo cui il colosso Intel starebbe conducendo ricerche per creare il primo microchip endocranico per il controllo degli apparecchi elettronici.
Il chip, più piccolo di una moneta da un centesimo di Euro, verrebbe inserito chirurgicamente nella testa e permetterebbe di trasformare le onde cerebrali in segnali elettrici trasmissibili anche al di fuori del corpo. In questo modo sarebbe possibile interagire con apparecchi come TV, computer, automobili e cellulari direttamente col pensiero, senza bisogno di muovere un dito, un po’ come i tecnomanti di Shadowrun.
Un’innovazione sorprendente, che non manca però di inquietare un po’, soprattutto chi già non ama particolarmente l’idea di essere circondato da tutta questa tecnologia e non ha molta voglia di diventare un cyborg.
Personalmente, una cosa così io me la regalerei anche per questo Natale se già fosse possibile. Le potenziali applicazioni sono realmente illimitate e vanno da cose “semplici” come guidare l’auto senza mani e piedi, a cose più audaci come un network composto da esseri umani, una specie di telepatia di gruppo o di “unica mente”. Ma qui siamo tornati nella fantascienza, credo…
1 commentMicrosoft condannata per mancato rimborso di licenza

E’ successo in Francia, dove un utente si è visto rifiutare la richiesta di rimborso per il mancato utilizzo dei software Microsoft pre-installati sul suo PC (nel dettaglio Vista e Cyberlink DVD). A seguito del rifiuto di Microsoft, che ha liquidato la richiesta invitando il tizio a fare più attenzione a quello che acquista, l’utente si è rivolto dapprima ad associazioni per la tutela dei consumatori e poi direttamente alla magistratura. Il giudice, esaminato il caso, ha deciso non solo di dar ragione all’utenze, ma anche di multare Microsoft per non aver rispettato uno dei punti dell’accordo di licenza, quello appunto relativo al rimborso.
Così, da un’iniziale richiesta di 180 Euro (il mero valore dei software) Microsoft ha dovuto infine sborsare 500 Euro (rimborso con interessi e sanzione). Certo, queste cifre non faranno molto scalpore, ma il precedente ormai c’è (perlomeno in Francia) per cui si presume che presto altri utenti seguiranno lo stesso iter.
Tutt’altro trattamento invece viene riservato ad Apple, che recentemente ha comunicato che non effettuerà riparazioni su Mac e MacBook che sono stati esposti al fumo di sigaretta, per non mettere a rischio la salute dei propri tecnici. Pare infatti che Apple consideri il tabacco un materiale così pericoloso da contaminare permanentemente tutto ciò con cui viene in contatto, manco fosse Plutonio. In questo caso comunque pare vada tutto bene, nessuno sembra abbia intentato causa nonostante alcuni si siano ritrovati con i loro costosissimi Mac rotti e senza alcun tipo di supporto dalla casa madre.
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